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Stato di agitazione dei lavoratori di DoBank

dobankRoma, 12 febbraio 2017. I lavoratori del Gruppo DoBank hanno proclamato lo stato di agitazione per la mancata definizione delle adeguate tutele delle ricadute sul personale del processo di riorganizzazione aziendale in corso. Il Gruppo DoBank, che ha l’ambizione di affermarsi nel mercato di riferimento della gestione degli Npl come primario player e di pervenire alla quotazione in Borsa, non sembra comprendere l’importanza di un clima aziendale di fiducia e di collaborazione necessario per poter affrontare al meglio la delicata fase di sviluppo che l’azienda ha intrapreso. La netta posizione di chiusura assunta dall'azienda nei confronti delle richieste dei lavoratori dimostra come, forse, in questo ambizioso progetto di sviluppo non creda nemmeno lei.


Meno pressioni commerciali improprie, più trasparenza con la clientela

StressRoma, 8 febbraio 2017. L’Ugl Credito e gli altri sindacati del settore hanno siglato oggi con l’Associazione Bancaria Italiana un «Accordo nazionale sulle Politiche commerciali e l’organizzazione del lavoro».
L’intesa ha il duplice scopo, da un lato, di contenere le pressioni commerciali improprie che tormentano quotidianamente i lavoratori delle banche e, dall’altro, di fornire alla clientela garanzie di una comunicazione più trasparente sui prodotti finanziari che gli vengono proposti. Commissioni miste aziende e sindacati avranno il compito di raccogliere le segnalazioni e intervenire in caso di persistenza delle pressioni commerciali indebite. 
«Dopo dodici mesi di confronto con Abi – ha dichiarato il segretario nazionale dell’Ugl Credito Enzo Gentili  – la vertenza sulle pressioni commerciali si chiude con un accordo che riteniamo restituisca dignità ai lavoratori del credito e credibilità al sistema bancario italiano».

Un buon accordo, ma resta la preoccupazione per il futuro di Unicredit

Peretti2Roma, 5 febbraio 2017. L’accordo siglato questa mattina dall’Ugl e dagli altri sindacati del Gruppo garantisce un rilancio occupazionale e le condizioni affinché Unicredit possa procedere al necessario ed imminente aumento di capitale. Tuttavia secondo il segretario generale dell’Ugl Credito, Piero Peretti restano immutate le preoccupazioni per il futuro.
«Se da un lato – spiega Peretti – esprimiamo soddisfazione per l’esito delle trattative sulle ricadute sui lavoratori del piano industriale Unicredit, dall’altro continuiamo a temere l’evoluzione del piano Transform 2019, voluto da Jean Pierre Mustier che prevede, tra l’altro, a fronte di un risparmio di 1,1 miliardi sul costo del personale, investimenti per 1,6 miliardi per rafforzare ‘l’infrastruttura informatica’ e rendere la banca sempre più digitale. Si tratta di una filosofia tanto cara ai sostenitori di Impresa 4.0, ma che se non controllata potrebbe comportare gravi conseguenze per i lavoratori e il tramonto del concetto di ‘banca socialmente sostenibile’».

Il doppio contratto dei promotori di Intesa San Paolo

promotoreRoma, 2 febbraio 2017. Il Protocollo per la crescita sostenibile del Gruppo Intesa San Paolo siglato il 1 febbraio introduce per la prima volta in Italia il doppio contratto di lavoro, subordinato e autonomo, in capo al medesimo dipendente di un istituto di credito. Si tratta di una formula sperimentale di due anni che riguarderà 400 promotori finanziari: ognuno di loro sarà per metà libero professionista pagato a provvigione, come avviene per i promotori esterni, e per metà dipendente della banca con contratto a part time verticale.
I promotori finanziari sono delle specifiche figure in possesso di uno specifico «patentino» che gli consente di fare offerte di acquisto di titoli e prodotti finanziari alla clientela al di fuori della sede banca. Il contratto part time di lavoro subordinato dei nuovi promotori di Intesa San Paolo consentirà loro di percepire una «quota fissa» e di essere destinatari del welfare aziendale, dal fondo pensionistico integrativo alla cassa sanitaria. A questo tipo di inquadramento potranno aderire anche i promotori già dipendenti della banca per un numero non superiore a 150.
«Il Protocollo di Intesa San Paolo – ha dichiarato il segretario generale dell’Ugl Credito Piero Peretti – contiene importanti misure per i lavoratori ultrasessantenni costretti a rimanere in banca a causa della famigerata legge Fornero e opportuni incentivi per favorire i prepensionamenti. L’intenzione di assumere dai 100 ai 150 giovani è inoltre una chiara indicazione della solidità dell’Istituto può vantare, in un momento difficilissimo per il settore creditizio italiano. Per una valutazione della reale portata della formula del ‘doppio contratto’ bisognerà invece attendere la conclusione del periodo di sperimentazione».

Conoscere anche chi ha deliberato gli incauti finanziamenti

Peretti2Roma, 10 gennaio 2017. L’odierno rapporto di Bankitalia, secondo il quale le sofferenze degli istituti di credito italiani hanno toccato i 200 miliardi a novembre scorso, attesta che il sistema continua ad essere gravemente malato. In un suo commento il segretario nazionale Ugl Credito, Piero Peretti sottolinea come «sarebbe interessante conoscere, tra l’altro, l’ammontare degli ‘incagli’ che sono vere e proprie sofferenze mascherate. Se da un lato apprezziamo la recente proposta del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, di rendere pubblici i nominativi dei primi 100 ‘grandi’ insolventi delle banche che, come Mps, hanno ricevuto denaro pubblico per salvarsi, dall’altro riteniamo altrettanto doveroso pubblicare i nomi di quei dirigenti o membri dei cda che hanno deliberato l’incauta concessione di quei crediti. Sono anni che denunciamo l’inadeguatezza e la spregiudicatezza di un management che in molti casi ha provocato, e continua a provocare, disastri».

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